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La camicia ha un'origine antichissima, anche se l'alto costo della tela, la rendeva indumento accessibile solo alle classi più abbienti. I primi utilizzatori furono egizi, babilonesi e greci che la fecero conoscere presso i romani: furono loro ad attribuirle il nome di "suppa byssissa" e, in seguito, di "camisia". Anche nel Medio Evo la camicia era indossata solo da re e nobili, mentre attorno al 1200 cominciò ad essere ornata da pizzi e merletti e per molti secoli la foggia non cambiò di molto. Nell'Ottocento vennero introdotti i colli staccabili e la vennero abbandonate la realizzazioni troppo elaborate. A fine secolo il cotone sostituì il lino e nel Novecento il colletto divenne morbido, simile a quelli ancora oggi in uso.
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E' universalmente considerata un accessorio superfluo, eppure resiste da oltre 300 anni ! La cravatta, elemento distintivo dell'eleganza maschile e, da poco, anche femminile, discende dalla sciarpa e dal fazzoletto annodato attorno al collo. Furono i croati durante la Guerra dei Trent'Anni (1618-1648) ad utilizzarla per primi. I francesi (e forse anche i tedeschi) che li avevano assoldati, copiarono la loro abitudine di legare con un particolare nodo, l'ampio colletto in voga ai tempi. Nonostante le origini incerte, è un dato di fatto che dal 1650 in poi i nobiluomini ritratti su stampe e dipinti, indossavano quasi sempre jabot e farfallini. In seguito la cravatta divenne rigida e fu indossata in questa versione per tutto l'Ottocento, mentre le cravatte di pizzo furono molto apprezzate alle corti francesi e inglesi. Vero metà Ottocento videro la luce papillon e la cravatta moderna, inizialmente destinata agli abiti sportivi ed in seguito, con la riduzione delle dimensioni dei colletti, anche a quelli più eleganti. |

Ogni cravatta è formata da una gamba e da una gambetta. La prima è il lembo che, una volta fatto il nodo, rimane anteriormente, visibile. L'altra è il lembo posteriore. La cravatta viene ricavata dal cosiddetto "square", un quadrato di stoffa in genere di settanta centimetri per settanta, da cui se ne possono confezionare anche due o tre, a seconda del taglio adottato. La cravatta viene cucita attorno all'anima, un'imbottitura in genere di lana a trama larga intorno alla quale si cuce la stoffa della cravatta. La lunghezza media è di 150 centimetri; la pala (è la parte anteriore che finisce a punta) è larga circa 10 centimetri; la coda (la parte più vicina al collo) dai 5 ai 7 centimetri. |

Esistono più di duecento modi di annodare una cravatta, ma non sempre è facile ottenere un buon risultato. Il problema era già avvertito nell'Ottocento, tanto è vero che a Parigi, un certo Stefano Demarelli impartiva lezioni private di nodi di cravatte. I nodi maggiormente diffussi sono i seguenti:
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Inglese - E' un classico, simbolo dei militari e dei gentiluomini anglosassoni. Per ottenerlo è necessaria una cravatta abbastanza stretta (sei-sette centimetri al massimo) da annodare nè troppo in basso, nè troppo in alto.
Semplicissimo - E' il nodo ideale per chi ha fretta. Occorre praticare inizialmente alla gamba una torsione di 180 gradi prima di annodarla: il risultato è uguale a quello del nodo normale, con la differenza che è indicato anche per cravatte larghe, perchè il risultato è poco più sottile.
Scappino - Deve il suo nome ad una ditta di cravatte torinese che ne spiegò la modalità in un opuscolo stampato prima della guerra. Molto diffuso nel Sud Italia, in Spagna e America Latina. Per una buona riuscita occorre che il collo della camicia sia abbastanza divaricato: il risultato è simile ad un cono rovesciato.
Americano - Inventato negli Stati Uniti, dove sono più apprezzate le cravatte larghe, è particolarmente indicato per le camicie con i bottoncini sul collo (button down). All'uscita del nodo la gamba può presentare una o due fossette.
Piazzato - E' un modo di portare la cravatta. Significa che il disegno solitario presente sulla cravatta dovrebbe piazzarsi proprio sotto il nodo. Non è facile riuscirci al primo tentativo.
Monstre - E' un nodo dalle dimensioni enormi, possibile con cravatte larghe almeno 15 centimetri e con fodera molto consistente. In voga negli anni 70 da qualche tempo è tornato di moda. |
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